11 giu 2012

Alfano alle prese con il quid

Come se Pinocchio, appena ricevuta l’ultima piallata da Geppetto, si fosse messo a dire: “ora prendo la sega e vi fabbrico Einstein”. 

Quel quid che Berlusconi gli rimprovera di non avere, Angelino Alfano, segretario del PDL ancora non lo ha trovato e per questo si dibatte tra mille difficoltá in un partito che fatica a riconoscergli le stimmate del leader. Ma quello che non trova in se, il successore di Berlusconi è sicurissimo di trovarlo in altri. “A partire da giugno- ha infatti dichiarato- gireró l’Italia, provincia per provincia, alla ricerca di nuovi talenti tra i giovani del PDL per rinnovare il partito. Siamo pronti a rilanciare la nostra proposta politica con nuovi volti”.   Siamo alle solite: il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ci stanno “rintontolendo” di bugie. Ci raccontano che non è piú possibile tornare a votare col porcellum con i deputati nominati e non votati. Ci hanno quasi convinto che la legge che consente questo obbrobrio sia frutto del caso e che loro hanno dovuto subirla. Eppoi, cosa avviene? Che Alfano, letteralmente inventato da Berlusconi, vuole mettersi a creare  anche lui nuovi talenti. Come se Pinocchio, appena ricevuta l’ultima piallata da Geppetto, si fosse messo a dire: “ora prendo la sega e vi fabbrico Einstein”.  Ora, noi comprendiamo perfettamente il povero Alfano, alle prese con un partito tutto da rifare e con il bisogno impellente di una classe dirigente adeguata. Ma ricordiamo anche i risultati del suo mentore, Silvio Berlusconi, ossessionato dalla voglia di dotare il PDL di una classe dirigente beautiful . Ed è per questo, per preservare Angelino dalle varie Minetti, Brambilla e Santanché , che ci permettiamo di rammentargli che, per selezionare una classe  dirigente nuova, esiste pure il metodo democratico. Qualche volta funziona.

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