La paga del deputato
Non mi unirei al coro della demagogia sui costi della politica, infinitamente inferiori allo spreco di mantenere integre le strutture di uno stato centralistico dopo il decentramento organizzativo alle regioni e di quello decisionale all’UE, se non fosse per una furbata tipica dell’alta burocrazia romana, specialista in rinvii e proroghe per mantenere i privilegi
Il governo nella prima bozza della manovra aveva indicato la necessità di allineare la remunerazione dei parlamentari italiani a quelli del resto della UE. Apriti cielo! attentato all’autonomia del parlamento, ciascuno ramo del quale ha deciso di costituire una commissione di esperti, con ricche parcelle , per studiare il problema e fare proposte. Neanche un cane (termine particolarmente adatto a definire i nostri commentatori parlamentari) si è ricordato che questo lavoro era già stato fatto dal parlamento europeo, per cui basta chiedere a un deputato europeo la sua busta paga e allineare quella di deputati e senatori.
Vogliamo scommettere che le due commissioni, invece, giungeranno a conclusioni diverse, per cui sarà necessario istituirne una terza, congiunta, che tirerà fuori una proposta solo alla vigilia delle prossime elezioni in modo da non toccare i privilegi dei parlamentari in carica?







