Il Monte dei Paschi di Siena ed il Papa straniero
A Siena l’accoglienza è favorevole. Il presidente della Provincia Simone Bezzini e il sindaco Franco Ceccuzzi si dicono “certi” del buon lavoro che farà Viola per il bene della banca.
Il 2 luglio, con i cavalli al canape, se n’è andato il provveditore della Fondazione Marco Parlangeli; per San Silvestro, a poche ore dai botti, il direttore generale della Banca Antonio Vigni. Tra qualche giorno è l’Epifania ma nella calza della vecchietta non dovrebbero esserci sorprese come quella che ha portato un allievo del presidente del consiglio Mario Monti sulla poltrona di direttore generale a Rocca Salimbeni. Fabrizio Viola infatti, nato 53 anni fa a Roma e a Milano fin da bambino, si è laureato in Economia aziendale alla Bocconi prima di intraprendere una carriera che lo ha portato alla direzione generale della Banca popolare di Milano e poi, dal 2008, alla Banca popolare dell’Emilia Romagna dove, oggi, l’aspettavano per preparare un’importante seduta del consiglio di amministrazione. Ma a Modena, dove ha sedela Bper, non lo vedranno perchè Viola è a Saturnia, alle terme, per qualche giorno di vacanza prima di arrivare a Siena, dove, il 12 gennaio, il consiglio di amministrazione lo nominerà direttore generale in vista della promozione ad amministratore delegato all’assemblea degli azionisti di aprile.E’ proprio a Saturnia, tra un massaggio termale e l’altro, che Viola ha firmato il contratto che lo lega al Monte dei Paschi. Da parte sua,la Bper, attraverso il proprio presidente Ettore Caselli, ha fatto sapere di aver appreso quanto sta succedendo dai giornali: “Ci siamo sentiti telefonicamente in queste ore, e Viola non mi ha detto nulla se non che si trova in vacanza e rientrerà la prossima settimana”. Insomma, un po’ di disagio c’è per quello cheLa Gazzettadi Modena chiama uno “scippo” da parte del Monte dei Paschi, anche se tra i commenti dei lettori si ironizza sul passaggio del manager a Rocca Salimbeni.A Siena invece l’accoglienza è favorevole. Il presidente della Provincia Simone Bezzini e il sindaco Franco Ceccuzzi si dicono “certi” del buon lavoro che farà Viola per il bene della banca e dei suoi azionisti; “soddisfatto” il presidente della Fondazione Gabriello Mancini, supportato dalle assicurazioni che gli ha dato il suo vecchio amico della sinistra democristiana Giuseppe Guzzetti, oggi presidente dell’Acri, l’associazione delle fondazioni e casse di risparmio, che sembra diventato il consulente del Monte per le questioni più importanti. E anche su Viola il vecchio Peppe, l’avvocato di Appiano Gentile allievo di Giovanni Marcora e poco amato da Ciriaco De Mita, avrebbe dato il benestare sia a Mancini che a Giuseppe Mussari, presidente della banca. Altro che società di cacciatori di teste per la scelta del direttore generale, è stato il Peppe di Appiano a dare i consigli, speriamo giusti. Un po’ di cautela nell’esprimere giudizi non guasta in questi casi, visto come è andata a finire quando al Monte hanno ingaggiato un “papa straniero”. E poi, la società di cacciatori di teste può consigliare un dirigente di medio livello, mica un direttore generale che poi dovrà essere nominato anche amministratore delegato del terzo gruppo bancario italiano. Suvvia, non scherziamo.Con Viola comincia un’altra fase della lunga storia montepaschina. Chi arriva a guidarla viene da tre anni turbolenti alla Bper dove nelle assemblee si è dovuto scontrare con un avvocato esuberante, Giampiero Samorì, un berlusconiano che da tempo prova a sedere, senza riuscirci, nel consiglio di amministrazione della banca emiliana, ma soprattutto ha dovuto fare i conti con il titolo della stessa che non ha brillato. A Siena all’assemblea non troverà Samorì ma Romolo Semplici e Renato Lucci da una parte e dall’altra Pierpaolo Fiorenzani e Aldo Bompani e un titolo che, qui come a Modena, non brilla. Insomma, tutto il mondo è paese. Intanto, caro Viola, si goda Saturnia e in bocca al lupo.







